In occasione dei 500 anni dalla Riforma protestante, domenica 11 giugno alle ore 18 si è tenuto presso l’Arsenale di Pavia un concerto per flauto e arpa.

Presentazione del concerto
“Ho sempre amato la musica […]. La musica è un dono sublime che Dio ci ha dato, ed è simile alla teologia. Non darei per nessun tesoro quel poco che so di musica” (Lutero, Dal lettera a Ludwig Sentì, 4 ottobre 1530).
Da questa citazione di Martin Lutero prende l’avvio il pensiero di ricorrere proprio ad un concerto per celebrare una ricorrenza tanto densa di significati qual è il cinquecentenario dell’affissione delle 95 tesi alla porta del castello di Wittemberg il 31 ottobre del 1517.
Punto centrale della filosofia musicale luterana è la natura divina della musica capace di avere forte influenza sulla sfera affettiva fino a farla divenire a volte terapeutica e catartica. Da ciò si può facilmente desumere sia la pratica del corale durante i culti (in cui tutta l’assemblea si unisce nel canto), che la considerazione che la musica detiene nei paesi dove il protestantesimo è particolarmente diffuso.
Nel “Concerto Spirituale” tenuto per la prima volta in chiesa fuori dall’orario di culto dall’organista Jan Sweelink(1562-1621) viene sancita, in ambito calvinista e protestante, l’emancipazione della musica dall’uso sacro. La chiesa è quindi anche sala da concerto e i compositori di cultura riformata fanno risuonare anche nelle loro composizioni strumentali non liturgiche l’eco della loro spiritualità. In questa luce la sala da concerto può anche essere testimone di profonda religiosità musicale proprio perché il suo significato può trascendere il luogo in cui si manifesta.
Testimone di questa spiritualità intrinseca sono le due sonate per flauto e continuo eseguibili con l’arpa( per il numero limitato di cromatismi) in mi b maggiore e in sol minore in stile concertante di J.S.Bach che il programma propone. Si affiancano poi due prime esecuzioni composte per questo evento da Irlando Danieli “Preghiera nel giardino incantato” e Ugo Nastrucci “Petit Suite über Ich ruf’zu dir, Herr Jesus Christ”, J.S.Bach su un Corale di Bach interamente citato. Elemento distintivo di queste opere è la rivisitazione contemporanea della spiritualità. Danieli propone la contemplazione di un giardino visto forse come un luogo ideale, aperto ai misteri e all’incanto della bellezza di ciò che lo compone, ove i suoni svincolati dalla linea melodica creano un’atmosfera suggestiva. Nastrucci partendo dal corale di Bach dipana un mondo che nell’acqua oceanica e negli effetti acustici che gli strumenti usati in modo non convenzionale possono creare trova la cifra creativa. Suggestivi pur nella diversità degli stili i due Maestri trovano nell’incanto e nel raccoglimento il loro punto di incontro. Non poteva mancare in questo concerto la riproposizione dell’inno composto nel 1529 da Martin Lutero “La forte rocca è il mio Signor”. I timbri del flauto e dell’arpa che si intrecciano in questo programma sono essi stessi evocativi di un passato di biblica memoria e al contempo interpreti della contemporaneità.

Flauto: Paola Fre
Arpa:    Fiorella Bonetti

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